Tempo di esposizione in fotografia astronomica


Tempo di esposizione in astrofotografia, come determinarlo? Una rapida e semplice formula per risolvere questo problema


Tempo di esposizione in fotografia astronomica

Chi si applica nella fotografia astronomica sa quanti insuccessi si devono digerire prima di ottenere una tecnica che porti a buoni risultati. Infatti a differenza della fotografia "normale" quella astronomica esige tutta una serie di attenzioni che nella normale fotografia sono trascurabili o sono gestite dagli automatismi delle DSRL.

Qui parleremo del "tempo di esposizione", parametro che la principale causa di risultati deludenti.
Nell'utilizzo comune delle macchine fotografiche il tempo di esposizione agevolmente calcolato da un esposimetro il quale, calcolata la luminosit media dell' ambiente inquadrato, la sensibilit iso impostata e il rapporto di apertura F/D, ci indica il tempo di esposizione. L'utilizzo di questo sistema nella fotografia astronomica pu dare buoni risultati soltanto sulla Luna o Sul Sole in quanto le loro grandi dimensioni non sono certo trascurabili per la determinazione media della luminosit del campo inquadrato (a patto di utilizzare focali da 500mm in su). Questo per non significa che il tempo dato dall'esposimetro sar quello giusto ma soltanto un tempo che ci si avvicina. Converr quindi effettuare pi scatti, uno con un tempo pi corto, uno come indicato dall'esposimetro e infine uno pi lungo. Con i pianeti il discorso diverso poich il loro diametro risulta sempre troppo piccolo per una determinazione tramite esposimetro.
Tutto quello che ci serve in questo caso una formula che tenga conto dei tre parametri pi importanti, ovvero la sensibilit iso impostata, il rapporto focale (F/D) e la luminosit apparente dell'astro scelto come "bersaglio".
Una formula utilie la seguente:

T=f2/(ISO x b )  dove:
T= Tempo di esposizione in secondi.
f= rapporto F/D dove F la focale dell'obiettivo e D il diametro.
b= la brillanza dell'oggetto da fotografare.

Dei tre parametri ovviamente il pi difficile da conoscere il valore b.

Alcuni valori b
Oggetto Valore
Luna Prim. e Ult. Quarto 12
Luna piena 110
Marte 60
Giove 15
Saturno 4,5


Generalmente la formula da buoni risultati ma fortemente consigliato effettuare pi scatti, alcuni sovraesposti e alcuni sottoesposti.

Deep sky e costellazioni.
La stessa formula da ottimi risultati se utilizzata per la fotografia del profondo cielo e delle Costellazioni. Qui per il discorso si fa leggermente diverso.
Come abbiamo visto il valore "b" di vitale importanza per la determinazione della esposizione dei pianeti, con i quali generalmente la esposizione non che solo di alcuni secondi.
Nel caso delle foto a lunga esposizione per si ha a che fare con il fondo del cielo che, sia per motivi di inquinamento luminoso, sia per emissione propria, ha un suo valore b ben preciso determinabile tramite la magnitudine stellare visibile ad occhio nudo. Occorre in questo caso tenere conto del valore b del cielo piuttosto che del valore b dell' oggetto da fotografare.
Facciamo un esempio:
utilizzando un obiettivo aperto a f 5 con un valore iso impostato a 800 su una nebulosa il cui valore b sia 0.00004 e lavorando sotto un cielo di mag. 5 (b= 0.00009) la nostra formula dar come risultato una esposizione di 13 minuti per la nebulosa e 6 minuti per il fondo del cielo.

Se fotografassimo utilizzando come valore b quello della nebulosa anzich quello del fondo del cielo otterremmo come risultato una foto poco contrastata, con un fondo troppo chiaro e poco dettagliato e una magnitudine limite pi bassa.

Questo perch dopo i 6 minuti di esposizione avremmo iniziato a riprendere il fondo gi prima della nebulosa.

Ecco alcuni valori b per magnitudine stellare visibile ad ochio nudo
Mag Valore
4 0.00038
4,5 0.00019
5 0.00009
5,5 0.000038

N.B: I valori b sopra indicati sono stati trovati esponendo una pellicola Kodak da 100 ISO sotto cieli di varie magnitudini e con diverse aperture relative ( f ).



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